● Nessuna Certezza ●        [Un blog che spesso subisce se stesso]      




{ sabato, 04 luglio 2009 }

Della frenesìa

Poi càpitano settimane come questa in cui vieni centrifugata e sputata fuori, esausta.
Sono quelle settimane che paiono mesi e -pertanto- suppliscono a mesi.
Accompagnare Amica in una clinica privata extralusso che pare più un resort a cinque stelle e passare la giornata del day hospital in totale digiuno, preoccupata, finchè non la riportano in camera, lei apre gli occhi e chiama me al posto del marito.
Riuscire a vedere la fotografia di un collo dell'utero a colori, bellissimo, finalmente risanato.
Fare shopping e farlo bene, con soddisfazione e senza senso di compensazione.
Ricevere un invito a cena all'enoteca Pinchiorri e gongolare tutta perchè quall'abito lì è perfetto, e lo sarà anche l'umore.
Consolare Elettra che piange e singhiozza e non riesce a trattenere il labbro che trema perchè si sente trascurata e dirle no, non ti trascuro, andiamo a fare i tuffi e poi raccogliamo le prugne datterine.
Ricevere tanti sms e fotografie del mare, di una pineta, di cappelli e orrendi scarafaggi. E sorridere.
Vedere una macchina, riconoscere la targa, intravedere un profilo e sospendere per un attimo il respiro; ordinare un altro pomodoro condito e fare spallucce. Ributtare l'occhio, vedere scattare il verde e seguire con lo sguardo la macchina, ancora un po', troppo. E rendersi conto che fare spallucce è inutile.
Comprare un Gewurztraminer della Galilea e metterlo da parte per una cena a base di crostacei, a breve, e compiacersi di un uomo che la pasta la fa in casa, per te. Mica poco.


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{ giovedì, 25 giugno 2009 }

Del 9

C'è poi questa cosa del 9.
Che a dirlo paio una scaramantica irrazionale e un po' sciocca. E invece no.
Date, elenchi, nascite, targhe, anniversari, pagine indimenticabili di libri, codici fiscali, posti a sedere a teatro.
Quando il 9 è presente qualcosa arriva o va. Ferisce o rincuora. Dona o toglie. Mai la neutralità.
Così, in quest'anno targato 9, sono stata ritrovata da L'amica che mi cercava da tempo e, assieme a lei, sua figlia che sorride come una pazza quando le raccontiamo com'era quando lei non c'era ed io e sua madre bevevamo birra sul molo aspettando l'alba.
In quest'anno ho programmato vacanze giocose, itineranti, dense.
Conosciuto la gentilezza di una persona rara, deciso di andare finalmente a concerti che agognavo da tempo -Depeche Mode e Tori Amos-, recuperato il senso dell'adesso.
Ho insegnato a tuffarsi di testa ad Elettra, imparato a cucinare bene la coda di rospo, rifilato più no di quanto mi credessi capace.
Ho limitato sguardi astratti e sospinto la propositività come fosse un granello di sabbia.
Mi sono sentita dire che ritrovare qualcosa di me in altre persone è un buon motivo per approfondire la conoscenza di quelle persone.
Poi magari è una parentesi che come s'è aperta andrà a chiudersi come un portone sbattuto in faccia.
Ma anche no.

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{ martedì, 23 giugno 2009 }

Delle sorprese.

Io l'avevo detto.
Sono disavvezza all'avere qualcosa tra le mani che non siano le mie mani, a tenersi forte.
E invece.
La saggezza dell'incoscienza è una mano capace di carezze disorientanti.

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{ giovedì, 18 giugno 2009 }

Delle scorciatoie

E' incredibile come la vita si capovolga, ritorni ai blocchi di partenza, riparta, incespicando.
Io ti ascolto ma non comprendo come il viaggio di andata tu l'abbia dimenticato, chiuso tra parentesi e riscoperto frammentato, ora.
Per un istante mi sembri una cavia che s'arrabatta a correre dentro la sua ruota. Guai a fermarsi, guai. Fare il punto della situazione, tirare le somme, riflettere, darsi qualche risposta. In quello sono brava io, così chiedi a me.
Io sono una casa in fiamme, non voglio dare risposte, non le meriti.
Non voglio posarti una mano sulla schiena ed una sul petto, mostrandoti come mantenere la posizione corretta come si fa con i bambini.
Il mio modesto tesoro di sapere lo tengo per me, tutto.
Le tue sono domande che cadono come sassi in un pozzo, arrivano in fondo, quel fondo di cui hai paura perchè non ci sai arrivare. Quel fondo che non può essere insegnato.
Lì ci devi arrivare da solo.

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{ sabato, 13 giugno 2009 }

Del coraggio

Ecco.
Io non lo so perchè e percome. Ma quest'uomo canta le cose che vorrei sentirmi dire.
Da sempre.



This garden that I built for you
That you sit in now and yearn
I will never leave it, dear
I could not bear to return
And find it all untended
With the trees all bended low
This garden is our home, dear
And I got nowhere else to go

So bring it on
Bring it on
Every little tear
Bring it on
Every useless fear
Bring it on
All your shattered dreams
And I'll scatter them into the sea
Into the sea

The geraniums on your window sill
The carnations, dear, and the daffodil
Well, they're ordinary flowers
But they long for the light of your touch
And of your trembling will
Ah, you're trembling still
And I am trembling too
To be perfectly honest I don't know
Quite what else to do

So bring it on
Bring it on
Every neglected dream
Bring it on
Every little scheme
Bring it on
Every little fear
And I'll make them disappear

So bring it on, bring it on
Bring it on
Every little thing
Bring it on
Every tiny fear
Bring it on
Every shattered dream
And I'll scatter them into the sea


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{ giovedì, 11 giugno 2009 }

Di Giugno

 




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{ mercoledì, 10 giugno 2009 }

Della seduzione

Sguardi fugaci, languidi, un po' arrendevoli.
Io vorrei, non vorrei ma se vuoi.
Allusioni velate, sfuggenti, capelli attorcigliati ad un dito distratto, la nuca scoperta.
Afferrare il bandolo di un sentimento smarrito, nel tempo e nella memoria.
Io di seduzione non capisco più niente.
E' -ora- come è stata la fisica quantistica al liceo: altro da me.
Qualcosa da masticare e ruminare e poi sputare fuori perchè, no, proprio non sai gestirla.
La provocante leggerezza della seduzione mi inquieta e mi trova spiazzata, impreparata.
Mica si impara, la seduzione, e, quand'anche innata, la si può perdere per strada, arrugginendosi come un cancello vecchio che non riesce più ad aprirsi.
L'immagine di me trasmutata in un cancello mi raggela per un istante infinito, come ogni verità scomoda appena assunta.
Poi, rido.

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{ lunedì, 08 giugno 2009 }

Delle rivelazioni

Non ho più vent'anni.
Peggio ancora.
Non ho mai avuto vent'anni.

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{ giovedì, 04 giugno 2009 }

Di ciò che la memoria non recupera

A volte ho solo bisogno di scrivere per il gusto di scrivere, altre per necessità.
Come raccontare le sensazioni, perchè la memoria non assiste a lungo quando si tratta di emozioni.
Lo scrivevo ieri a Swann: ricordo posti, luoghi, cieli. Ricordo chi, dove, quando e come.
Ma la realtà inquietante è che le emozioni si perdono quando non si rinnovano.
Restano le immagini, come foto. E poi la foto ti colpisce forte, quando la rivedi, perchè sai come stavi in quel momento, ricordi che eri tu ed eri felice, raggiante, appagata.
Sai che lo eri ma non ricordi come era esserlo.
L'emozione non è mai questione di memoria. Sembra lambirti come distanti rintocchi di campane ma non ti assorbe più.
Così io, ora, sento solo l'eco flebile di suggestioni vissute. Provo a scriverne sperando riaffiorino e invece no. Ciò che voglio deve essere strappato nel mentre di adesso.
E adesso non c'è.

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{ mercoledì, 03 giugno 2009 }

Del non sapere

Perchè poi si torna, si ritorna sempre.
Se non concretamente, col pensiero. E allora tanto vale rimettere mani e piedi in casa, aprire le finestre, far circolare l'aria, salutare chi ha aspettato.
La scena della vita è sempre la stessa. Ed è sempre lo stesso il non aver timore delle parole, quelle che raccontano la stessa scena, spargendo sale sulla ferita.
Esistere è una cosa da matti. Vivere è roba per talentuosi.
Io mi barcameno, come mi sono sempre barcamenata, tra una dignitosa resistenza e una rabbia sdegnata.
Però, ecco, sono ancora qui.
Un po' smarrita, arrugginita; come quando riprendi a pedalare dopo l'inverno o incontri un amico dopo tanto e ti sfuggono le parole più familiari, i gesti confidenziali, le occhiate d'intesa. Solo per un po'.
Però, ecco, sono ancora qui.


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"I giorni e le notti suonano in questi miei nervi d'arpa. Vivo di questa gioia malata d'universo e soffro per non saperla accendere nelle mie parole"
● Giuseppe Ungaretti

Che poi, la mia vita si riassume nella ricerca del piacere, nel suo timore e, soprattutto, nell'insoddisfazione degli intervalli. Il problema, spesso, è la durata dell'intervallo.
● Cris ©



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Assolutamente emotiva
Decisamente testarda
Tendenzialmente curiosa
Volutamente egocentrica
Puntualmente beffarda
Essenzialmente sensibile
Lunaticamente mutevole
Imponderabilmente fatalista
Compulsivamente precisa
Sinistramente vendicativa
Discretamente colta
Intenzionalmente ermetica
Sfacciatamente accidiosa
Evidentemente permalosa
Sibillinamente allusiva
Insospettabilmente timida
Verbalmente fantasiosa
Ombrosamente sorridente
Intrigantemente feticista
Eticamente corretta
Cerebralmente competitiva
Spinosamente polemica
Godibilmente ironica
Gioiosamente seduttiva
Sostanzialmente selettiva
Fastidiosamente orgogliosa
Fisicamente morbida
Spudoratamente lasciva
Concretamente affidabile
Intimamente densa
Preoccupantemente selvatica
Occasionalmente scrittrice
Visceralmente appassionata
Perfettamente vulnerabile

[Cris]©






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Amyitis - Mona di Orio



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Crisalide.Inversa's items Gli scatti di CrisalideInversa


r e m e d e r i v e _ o c c a s i o n a l i u b i k i n d r e d p a s s a g g i _ s e g r e t i
b a r o n  _ d' _ e l b i a n c a q u e l l o _ c h e _ m a n c a h e l a d o s
l a i d i s m a l e _ d i _ m i e l e d u e _ n o v e m b r e e c c e m a r c o
s u r l y _ c u r l y f a t b o y i p p o c a m p o m a l e _ d i _ m i e l e
e l o s d a v i d e _ m a n r a e l _ i s _ r e a l d i a n t h u s
c a l m a l o s t _ c a u s e g e r t i c o n c r e t e z z a
b l u _ m o s q u i t o c r i m i l d a f i g l i o _ d e i _ s o l i s h i r a s a y a
p i s t a ! q u e s t i _ a m a n t i A N T O N Y r o b e r t o _ t o s s a n i
s e m p r e _ p r e s e n t e . l a _ m o r t e _ n o n _ é _ n i e n t e I v a n l i g h t s w a n n
g h i a n d a t r i s t a n o v i r i d i a n _ w o r d s m i l a n e s i n a

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Montale... tutto ● viaggiare, ovunque, purchè non sola ● il mio gatto che fa le fusa ● i miei pochissimi Amici ● l'opera omnia di J.S.Bach ● le giornate di sole in inverno ● guidare la macchina quando la senti rispondere docilmente e scivolare sicura incollata alla strada ● i Sonetti di William Shakespeare ● i profumatissimi saponi provenzali ● innamorarmi ● Jack Nicholson ● Someone to watch over me di George Gershwin ● scrivere ● il suono della viola ● nuotare ● la conversazione fra Bilbo Baggins e il drago Smaug nello Hobbit di Tolkien ● dormire fino a tardi la mattina ● quello che riesci a leggere negli occhi di un uomo che sta per baciarti ● le colline senesi ● essere stupita ● mangiare con le mani ● I Soliti Sospetti di Bryan Singer ● l'odore del cuoio ● Berlino ● il pinzimonio ● le simmetrie ● il Gewurztraminer alsaziano ● La Divina Commedia di Dante Alighieri ● il sushi ● i tatuaggi che ho voluto sul mio corpo ● il sesso ● Ghirardelli square e il Golden gate a San Francisco ● ricevere una telefonata da qualcuno che non sentivo da troppo tempo ● l'arte di Rabarama ● Fingendo la poesia dei Marlene Kuntz ● essere curiosa ● il radicchio trevigiano ● i Depeche Mode ● il thé all'inglese ● Harry ti presento Sally di Rob Reiner ● una serata di chiacchiere ● leggere un libro in una notte ● l'Isfahan ai piedi del mio letto ● la spremuta di pompelmo ● le albicocche ● i giochi di sguardi ● L'idiota di Fedor Dostoevskij ● Essaouira quando il sole si tuffa nel mare ● la birra doppio malto ● raggiungere l’obiettivo che mi sono prefissata ● Wislawa Szymborska [da prima che vincesse il Nobel] ● le notti bianche ● catturare un'emozione e trattenerla ● i risotti ● Un amore di Swann di Marcel Proust ● fugare i sensi di colpa ● Harrods a Londra ● l'ikebana ● l'espressività del volto di Claire Forlani ● i cannoli allo zabajone ● gli abiti estivi di lino ● il profilo delle Alpi nelle giornate terse ● tornare a casa dopo tanto che manco ● Tori Amos ad una manciata di metri da me che suona il piano ● l'abbazia di Santa Giustina ● il profumo dei fiori di tiglio in giugno ● il cioccolato fondente all'80% ● Caruso Pascosky di padre polacco di Francesco Nuti ● Mantova ● vendicarmi ● gli stivali di Cesare Paciotti ● l’odore dell’erba appena tagliata ● il genio surreale di Renè Magritte ● la maestosità del Grand Canyon ● il Cosmopolitan ● andare a teatro ● Wile E. Coyote ● come scrive Aldo Busi ● il 1999 ● il porticciolo di Camogli ● l'insalata di polpo, patate e mentuccia ● gli uomini dagli occhi scuri e le mani curate ● i biscotti scozzesi al burro ● non dover dare spiegazioni ● le piante grasse ● i Juicy tubes lipgloss di Lancôme ● baciare gli occhi di chi amo ● la mia Mont Blanc ● spendere una cifra vergognosa in un giorno solo ● l'Allegorìa della vita di Guido Cagnacci ● Port el Kantaoui ● le trofie al pesto fagiolini e patate ● le maglie di cachemire di Malo ● trovarmi davanti all’improvviso l'uomo a cui stavo pensando, nell’ultimo posto dove credevo di poterlo incontrare, guardarlo negli occhi e sentirmi dire "stavo proprio pensando a te" ● il mio computer ● Die Wahlverwandschaften di Goethe ● i profumi di Serge Lutens e Mona di Orio ● vincere le mie paure ● i confronti schietti ● Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares ● ricevere dei fiori ● La voile rouge a St-Tropez ● essere accolta ● la mia Luna in Sagittario ● il Retrograde Perpetual calendar di Vacheron Constantin ● la Trilogia della città di K di Agota Kristof ● il coraggio ● le mie mani ● gli scacchi ● i gambas all'ajillo ● aspettare l'alba ● i quadri di Gustave Courbet ● le Moleskine ● Creuza De Ma di Fabrizio De Andrè ● i tuffi metaforici e non ● il cappuccino scuro ● la pittura barocca e l'architettura romanica ● il mio colbacco di volpe nera ed il mio Panama di Borsalino ● gli scioperi dei casellanti in autostrada ● il cinema ● Les trois gymnopedies di Eric Satie ● i complimenti che suonano sinceri ● l'arancione ● internet ● la saga della famiglia Malaussène di Daniel Pennac ● montare a cavallo all'americana ● la Sacher torte ● l'agriturismo ● Matrix dei fratelli Wachowsky ● Pere Lachaise ● i cristalli di Waterford ● Criminal Minds e Dr. House ● Trivial Pursuit ● aprire la pagina delle e-mail e scoprire che ho tre messaggi da leggere ● la fotografia B/N ● lo zenzero ● L'Alhambra di Granada ● i pic-nic ● il gelato al pistacchio ● La Première Sortie di Renoir ● il parquet di ulivo ● Frankenstein Junior di Mel Brooks ● Covent Garden a Londra ● lavorare con la radio accesa e inciampare in una canzone piacevole, interrompere tutto e mettermi a cantare ● il sedere di Riccardo ● Night and day di Cole Porter ● sedurre ● essere sedotta ● il gelato allo yogurt ● una cena pantagruelica con gli amici ● Maurizio Cattelan ● i primi appuntamenti ● il Cavalier King Charles Spaniel ● saper dire no ● i krumiri pucciati nel latte freddo ● il calore del camino quando fuori fa un freddo cane ● le Dolomiti ● Brùn a Cannes ● le ostriche ● l'astronomia ● il suk di Tunisi ● il taglio ed il colore dei miei occhi ● il corteggiamento ● i sandali gioiello ● il patè de foie gràs ● Lezioni di piano di Jane Campion ● una finale olimpica ● il borbottìo della caffettiera, la mattina presto ● chi sa interpretare la pienezza dei miei silenzi ● la torre di Belèm a Lisbona ● svegliarsi e trovare tutta la città coperta di neve ● il Requiem di Mozart ● il Krug rosè ● le camelie ed i ranuncoli gialli ● Siviglia e la sua architettura moresca ● Fiorella Mannoia dal vivo ● Elogio della fuga di Henri Laborit ● i crostacei, tutti ● Mimì sarà di Francesco De Gregori ● cambiare idea ● I’ve got you under my skin cantata da Frank Sinatra ● il castello di Torrechiara ● la melodia dei carillon ● la Fiera del Libro di Torino ● il tango argentino ● la Certosa di Padula ● guidare di notte con il giusto sottofondo musicale ● risalire la china ● la magnolia in fiore ● Che tu sia per me il coltello di David Grossman ● l'abbazia di Sant'Antimo ● No more shall we part di Nick Cave ● la liquirizia ● Il Narciso di Caravaggio ad un palmo dal naso ● l’odore del basilico ● San Diego ● il tratto di A26 che mi porta al mare ● la voce di Luca ● rileggere un libro due, tre, quattro volte ● il lapislazzuli, la labradorite e l'ambra ● Lamento di Portnoy di Philip Roth ● una bottiglia di Pomorosso su un tavolo apparecchiato per due ● ridere ●




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Ex voto

Accade
che le affinitá d'anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. É raro
ma accade.

Puó darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
piú del fresco germoglio. Tanto e altro
puó darsi o dirsi.

Comprendo
la tua caparbia volontá di essere sempre assente
perchè solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era
la volontá dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era.

Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.

[Eugenio Montale]







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